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Guida alla stesura di una BIBLIOGRAFIA

(a cura di Rita Mascolo)

Non esistono standard ufficiali che regolano la compilazione delle citazioni bibliografiche ma solo consuetudini, legate anche a tradizioni locali. Ciononostante è indispensabile che queste rispettino alcuni principi universalmente accettati.

 

INDICE

  1. Principi generali

  2. Punteggiatura e caratteri grafici

  3. Abbreviazioni e sigle

  4. Scelta della posizione di alcune parti

  5. Esempi di citazioni delle diverse tipologie di pubblicazioni

 

 

 

PrinCipi Generali

Il riferimento bibliografico deve::

·        essere perfettamente comprensibile (vanno citate gli elementi giusti, usando in modo opportuno la punteggiatura).

·        essere facilmente comprensibile (facendo ricorso alla scelta e all’uso di alcuni caratteri tipografici).

·        Rispettare il principio di uniformità (una volta scelta e stabilita una sintassi della citazione, si deve sempre seguire lo stesso metodo all'interno della bibliografia che si sta compilando).

·        Rispettare il principio di economicità (evitare la ridondanza).

                                                                                                                             torna su  

Punteggiatura e caratteri grafici[1]

 

·        Non usare mai consecutivamente due segni di interpunzione.

·        Tutte le parti della citazione vanno divise dalla VIRGOLA.

·        Il PUNTO si usa per abbreviare le parole oppure, se serve, all'interno del titolo (come anche il punto e virgola, i due punti, le parentesi e le virgolette); può essere usato anche alla fine dell'intera citazione.

·        Il nome dell'autore può essere graficamente evidenziato dall'uso del Maiuscoletto.

·        Non usare MAI la sigla AAVV;

·        Il titolo può essere graficamente evidenziato dall'uso del corsivo o della sottolineatura.

·        Il titolo dei periodici va tra virgolette (senza essere preceduto da “in”, né  chiuso tra parentesi).

·        Le parentesi tonde si usano per l'indicazione della collana.

·        L' “in” non deve essere seguito dai due punti.

                                                                                                                                                        torna su

Abbreviazioni e sigle

 

·        Le abbreviazioni vanno sempre punteggiate;

(es.: pag., vol., ecc.);

·        Le sigle NO

(es.: cm);

·        Per il plurale si preferisce raddoppiare la consonante finale

es.:

Singolare

Plurale

ed.

edd

Vol.

Voll

p.

pp

·        E' importante anche la posizione della sigla o abbreviazione:

         126 pp (indica che il documento è di 126 pagine)

         p. 126 (si vuole indicare solo la pagina 126)

pp 126-130 (indica le pagine da 126 a 130, tutte comprese)

                                                                                                                                                        torna su

Scelta della posizione di alcune parti

 

·        La nota di edizione (2.ed., 3.ed. ecc) va in genere posta dopo il titolo. A volte può figurare in esponente sull’ultima cifra della data di edizione (es.: 19893, 20002).

·        L'indicazione della collana a volte viene posta dopo il titolo o dopo la data o dopo le pagine.

·        Il nome personale degli autori può essere anteposto al cognome anche all'inizio della citazione, ma per la successione alfabetica delle varie citazioni si considerano i cognomi.

·        Il segno delle pagine (p. o pp) si può omettere per gli articoli di periodici, ma va usato nel caso di miscellanee o altre poligrafie.[2]                                   torna su

Esempi di citazioni delle  diverse tipologie di pubblicazioni

Ø               MONOGRAFIE

 

1.                            Opere di uno o più autori (fino a tre)

 

Vanno citati nell’ordine: autore, titolo, eventuale numero di edizione (se diversa dalla prima), luogo di pubblicazione, editore, data di pubblicazione.

 

L’Autore può essere indicato nei seguenti modi:

nome minuscolo, cognome maiuscolo,

oppure

nome minuscolo, cognome maiuscoletto,

oppure

nome puntato, cognome maiuscolo,

oppure

cognome maiuscolo, nome minuscolo eccetera, nelle varie combinazioni.

Il Titolo può essere sottolineato oppure in corsivo.

Luogo di edizione, Editore, Data di pubblicazione sono indicati in caratteri normali, separati da virgola.

 Negli esempi che seguono, tutti relativi allo stesso libro, sono state riprodotte alcune delle diverse combinazioni possibili. Giova ricordare che, una volta scelto uno stile (es.: autore in maiuscoletto nella forma inversa cognome, nome e titolo in corsivo), bisogna rispettare il principio di uniformità sopra citato.

 

ESEMPI 

1.         Alberto Moravia, Gli Indifferenti, Milano, Bompiani, 1989.

2.         Alberto MORAVIA, Gli Indifferenti, Milano, Bompiani, 1989.

3.         Moravia,A., Gli Indifferenti, Milano, Bompiani, 1989.

4.         Moravia, Alberto, Gli Indifferenti, Milano, Bompiani, 1989.

5.         Moravia, Alberto, Gli Indifferenti, Milano, Bompiani, 1989.

 
 
 
 
 

 

                           Opere di più di tre autori

 

Sono citate con il titolo[3]

 

Esempio:     Storia della letteratura italiana, diretta da E. Cecchi-N. Sapegno, Milano, Garzanti, 1965.

Ø               OPERE IN PIU VOLUMI

 

1.     Citazione dell’opera complessiva:

 

Si cita nell’ordine: autore, titolo generale dell’opera, luogo di pubblicazione, editore, data di pubblicazione

 

Esempio:     Giuseppe Galasso, Storia d'Europa, Roma-Bari, Laterza, 1996.

 

2.     Citazione di un singolo volume:

 

Si cita nell'ordine: autore, titolo generale dell'opera, n. vol.: titolo del singolo volume, luogo di pubblicazione, editore e data di pubblicazione

 

Esempio:     Giuseppe Galasso, Storia d'Europa, vol. I: Antichità e medioevo, Roma Bari, Laterza, 1996.

Ø               PARTI DI VOLUMI

Un contributo pubblicato in un volume miscellaneo (un capitolo o una parte di una monografia) si cita con autore e titolo, seguito da “in” e dalla citazione completa del volume, con l'indicazione delle pagine relative (precedute da pp).

 

Esempio:     Geno Pampaloni, Italo Svevo, in Storia della letteratura italiana, diretta da E. Cecchi-N. Sapegno, Milano, Garzanti, 1965, Vol. IX, pp 493-532.

Ø               ARTICOLO DI PERIODICO

Al nome dell'autore e al titolo dell'articolo segue il titolo del periodico (tra virgolette), l'indicazione dell'annata (in cifre arabe), l'anno, eventualmente il numero del fascicolo, il numero delle pagine che contengono l'articolo, (precedute o meno dalla sigla ‘pp').

 

Esempio:     Ettore  Ruberti, Idrogeno: energia per il futuro, "Le Scienze.", 33, 2000, N. 385, pp 90-98.

 

In caso di numerazione continua e/o mancanza dell'annata, si dà la precedenza al numero del fascicolo seguito dall'anno tra parentesi.

 

Esempio:     Cesare Viviani, I significati della poesia, "Il Verri ", N.2-3 (1991), pp 21-23.

Ø               VOCI DI ENCICLOPEDIE

Al nome dell’ autore (se presente[4]) seguono il titolo della voce seguito da 'in', il titolo dell’enciclopedia, il numero del volume (se l’opera è in più volumi), il luogo di pubblicazione, l’editore, l’anno di pubblicazione e le pagine in cui appare la voce.

Esempi:       Arrigo Lorenzi, Selva nera, in Enciclopedia italiana di scienze lettere ed arti, vol. 31, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana Treccani, 1950, p. 331.

         Barocco, in Enciclopedia Europea, vol. 2, Milano, Garzanti, 1976, pp 101-122.

Ø               DOCUMENTI DIGITALI <o ELETTRONICI>

1.     Ad accesso locale (es. CD-ROM, DVD, Floppy)

La citazione è analoga a quella degli altri documenti, con l’aggiunta dell’indicazione del supporto.

2.     Ad accesso remoto (consultabili in rete)

Per questi documenti, considerata la loro mancanza di stabilità, si rende indispensabile l’indicazione della versione e/o della data di accesso.

Uno schema di riferimento potrebbe essere il seguente:

Autore (se reperibile), Titolo del documento, Versione (se reperibile), <Indirizzo internet>, Data di accesso.

 Esempio:     Bolletti, Marina – Marzi, Vera, Le abilità di ricerca e di uso dell'informazione: analisi di un caso, <http://www.itgfermi.pt.it/cadonici/bolletti-marzi.htm>, (ultima cons. 13/02/2009)                               

                                                                                                                              torna su

 

NOTE

[1] Utilizzando un programma di videoscrittura, ormai di uso comune, i caratteri tipografici tradizionalmente usati per le citazioni sono: il maiuscoletto; il tondo; il corsivo.

 

[2] I criteri sopra enunciati si conformano, in linea di massima, a quelli elaborati dal Prof. A. Pernigotti nel corso delle lezioni da lui tenute presso la Scuola di Biblioteconomia della Biblioteca Apostolica Vaticana.

 

[3] D’ora in poi, sarà utilizzata sempre la prima delle forme sopra riportate come esempio.

[4] Qualora siano riportate solo le iniziali dell’autore occorre risalire alla forma estesa del nome ricorrendo all’elenco dei collaboratori, di solito posto all’inizio dei singoli volumi.

                                                                                                                                                                                        torna su